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23 Giugno 2021 FisioterapiaNews
Incontinenza: cos’è e come affrontarla

Forse sai già cos’è l’incontinenza e che ne esistono diversi tipi.

La FINCOPP, Federazione Italiana e Disfunzioni del Pavimento Pelvico, dichiara che 5 milioni di persone soffrono di incontinenza (uomini e donne).
Questa cifra è probabilmente sottostimata in quanto ancora troppo spesso l’ncontinenza viene taciuta per imbarazzo o perché non diagnosticata.
Le cifre non si riferiscono esclusivamente alla popolazione più anziana, né a puerpere e neanche esclusivamente al periodo del climaterio.

Il costo globale dell’incontinenza è di 2,5 miliardi di euro perché si preferisce ricorrere ad ausili ad assorbenza e altri dispositivi per gestirla.

Quello che forse non sai è che esiste una branca specialistica della fisioterapia che si occupa proprio di questa condizione (e non solo), della sua prevenzione, gestione, miglioramento ed in qualche caso risoluzione.

Il 28 giugno si celebra la giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell’incontinenza.

Prenditi cura dei tuoi muscoli perineali, fissa ora un colloquio gratuito per saperne di più.

Dott.ssa Maria Occhionero, fisioterapista specializzata nella Riabilitazione del pavimento pelvico

 


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16 Dicembre 2019 FisioterapiaNews
Drenaggio linfatico manuale (DLM) metodo Vodder

E’ una metodica terapeutica che si avvale di una delicata tecnica massoterapica, codificata negli anni trenta dal Dott. Emil Vodder, volta a favorire il ritorno linfatico.

Il DLM ha effetti di:

  • FACILITAZIONE del flusso dei liquidi in eccesso
  • RIDUZIONE o eliminazione del ristagno di liquido negli spazi insterstiziali (effetto ANTIDEMIGENO)
  • Aumento della capacità di difesa dell’organismo, stimolando la fuoriuscita cellule immunitarie nel flusso ematico
  • ANTALGICO E RILASSANTE
  • CICATRIZZANTE in quanto in grado di promuovere il tournover cellulare

Trova quindi INDICAZIONE nel trattamento dell’EDEMA primario o secondario, ma anche nel trattamento di alcune patologie come quelle dell’apparato locomotore in cui si presenti un edema post-traumatico o post-chirurgico.

Inoltre la seduta di Linfodrenaggio può preparare e talvolta facilitare il distretto articolare e integrare la seduta di trattamento riabilitativo specifico.

E’ ormai noto il suo utilizzo come coadiuvante nel trattamento della pannicolopatia edematofibrosa (CELLULITE), nel trattamento post-chirurgico della MASTECTOMIA, e, per il suo effetto rilassante e decontratturante, nel trattamento di alcune forme di lombalgia.

 


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15 Novembre 2019 FisioterapiaNews
Pavimento pelvico: cos’è e che funzione ha?

Il pavimento pelvico è l’insieme di muscoli, legamenti e fasce che viene localizzato nell’area genitale nell’area genitale, più propriamente tra l’osso sacro (posteriormente), il pube (anteriormente) e le due ossa ischiatiche (lateralmente).

La sua funzione è quella di sostegno e supporto dei visceri contenuti nella cavità pelvica (vescica, uretra, canale vaginale, utero, retto e canale anale nella donna; vescica, uretra, prostata, retto e canale anale nell’uomo) costituendo pertanto la base della cavità addominale, ma anche quella di modulare la pressione intra-addominale e mantenere il controllo delle articolazioni del cingolo pelvico, permettendo così la giusta stabilità e rigidità del rachide durante i movimenti delle braccia e delle gambe in tute le attività della vita quotidiana.

I muscoli del pavimento pelvico sono quindi componente fondamentale del controllo posturale prepianificato e per questo motivo diventa importante considerarne lo stato di benessere e di equilibrio.

La Rieducazione Perineale o del Pavimento Pelvico si basa sulla valutazione funzionale, sulla pianificazione, sull’intervento e sulla valutazione dei risultati, sviluppati in un processo di ragionamento clinico, nella considerazione dell’impatto social che i sintomi della disfunzione hanno nella vita delle persone affette dal disturbo correlato.

SINTOMI DELLA DISFUNZIONE DEI MUSCOLI DEL PAVIMENTO PELVICO

INCONTINENZA URINARIA -> necessità frequente alla minzione, stimolo urgente a mingere non rinviabile, necessità alla minzione notturna, perdita involontaria d urina durante colpi di tosse o starnuti, nel ridere, nel fare le scale, nel piegarsi per raccogliere oggetti da terra o prendere pesi, senso di peso nella regione pubica…)

RITENZIONE URINARIA -> senso di incompleto svuotamento dopo la minzione, peso sovrapubico, flusso rallentato o intermittente e con spinta)

INCONTINENZA FECALE -> urgenza fecale e perdita involontaria di feci

INCONTINENZA AI GAS

STIPSI -> evacuazione rara, non preceduta da stimolo spontaneo oppure non soddisfacente, poco produttiva, con senso di difficoltosa espulsione ed eccessiva spinta (ponzamento) fino alla necessità di effettuare digitazione

SINDROME DEL DOLORE PELVICO E DOLORE PELVICO CRONICO -> anche descritto come bruciore o discomfort correlato alla funzione urinaria, fecale o sessuale

PROLASSO DEGLI ORGANI PELVICI

Come si svolge una seduta di chinesiterapia pelvi-perineale

Si comincia con la raccolta dei dati ANAMNESTICI specifici per il SINTOMO riportato da paziente (ad esempio la perdita di urina durante colpi di tosse), dei dati correlati a funzione e disfunzioni del pavimento pelvico e di dati generali (età, peso, lavoro, attività fisica o sportiva, comorbilità e farmaci assunti, interventi chirurgici subiti, etc.) prendendo atto degli eventuali esami diagnostici proposti dal medico prescrittore, ginecologo, urologo, proctologo).

Si passa, quindi, all’ESAME OBIETTIVO con la valutazione dell’attività muscolare propria del pavimento pelvico, attraverso richieste specifiche per valutare la forza, l’endurance, l’attività riflessa e la sensibilità. Se e quando necessario viene richiesta la compilazione di diari cartacei o l’esecuzione di brevi test.

Viene, dunque, proposto il lavoro mirato alla presa di coscienza dell’area uro-genito-anale e l’esercizio terapeutico svolto in posizioni dapprima facilitanti, per acquisire la contrazione selettiva e mirata, in seguito all’interno di gestualità e situazioni analoghe a quelle della vita quotidiana in cui si presenta il sintomo.

Le sedute hanno frequenza mono settimanale (almeno un ciclo di 6/8 sedute) in quanto ogni esercizio somministrato dovrà essere ripetuto a casa quotidianamente secondo modalità e posologia convenute in seduta.

Nell’ambito delle sedute vengono valutati inoltre gli elementi biomeccanici e muscolari che possono perturbare sia la statica pelvica che la stessa funzione “puramente contenitiva” del pavimento pelvico, in modo da pianificare esercizi mirati al rinforzo dei muscoli deficitari e allo stretching di quelli ipertonici.

 


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26 Gennaio 2018 FisiatriaNews
Cos’è la lombalgia? Come riconoscere i primi sintomi

Con il termine lombalgia, comunemente definita mal di schiena, s’intende un dolore che interessa la zona lombo-sacrale. In base alla durata dei sintomi, viene classificata in acuta (dolore inferiore alle 6 settimane), sub-cronica (dalle 6 alle 12 settimane), cronica (superiore alle 12 settimane).  

Un episodio di lombalgia acuta si manifesta con comparsa improvvisa di dolore intenso a seguito di un movimento brusco o di uno sforzo che ha interessato la schiena. Può essere seguito da una contrattura muscolare antalgica che impedisce di ritornare in posizione eretta in breve tempo, come invece dovrebbe avvenire. Il dolore, in alcuni casi, non si limita alla zona lombare, ma può irradiarsi verso i fianchi e i glutei e più raramente verso l’alto.
Se la lombalgia acuta non viene trattata in modo adeguato, si trasforma in lombalgia cronica. Quest’ultima, se non controllata, può provare sintomi duraturi nel tempo ed essere peggiorata da posture scorrette. 

Cause

Le cause possono essere: attività fisica pesante, lavoro ripetitivo anche associato a vibrazioni (es.: martello pneumatico, trapano), posture non corrette, così come fattori di rischio psico-sociali quali ansia, depressione, insoddisfazione per il lavoro e stress psicologico. 

Cosa fare in caso di mal di schiena?

Prima di ogni tipo di intervento è importante rivolgersi a un medico fisiatra per ottenere una corretta diagnosi, soprattutto quando il dolore non è giustificato da una causa ben precisa.
Alla Polimedica Favino, a Roma, in zona Tor VergataRomanina, il Dott. Jacob Shofany può fornirti la soluzione migliore.


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24 Gennaio 2018 NewsOrtopedia
Il dolore al ginocchio o gonalgia

Con il termine gonalgia si fa riferimento ad una sintomatologia dolorosa localizzata in una o più parti del ginocchio. Non conosce limiti di sesso e di età, ma può colpire con maggiore probabilità soggetti come atleti, persone in sovrappeso e anziani.

La gonalgia può essere causata da un trauma a carico dell’articolazione o da un’infiammazione come conseguenza di un eccessivo sforzo fisico. A seconda della localizzazione del dolore, i fattori scatenanti del sintomo possono essere molteplici.

Il dolore al ginocchio può comparire in diversi punti

Un fastidio nella parte anteriore può essere sintomo di problemi alla rotula: impatti molto forti (incidente stradale, sport come calcio o rugby) possono esserne la causa.
Avvertire una sensazione di rigidità nella parte posteriore potrebbe significare un’infiammazione del tendine; nella parte mediale (lato interno) e nella parte laterale il dolore può essere provocato da una lesione del menisco o del legamento collaterale a seguito di traumi diretti o indiretti, contusioni, rotazione eccessiva del ginocchio, distorsioni; se il dolore è invece avvertito sopra il ginocchio, il problema è probabilmente riconducibile all’articolazione femoro-rotulea, la cui sindrome si sviluppa successivamente a traumi diretti o indiretti a carico dell’articolazione e per cause posturali o strutturali come ginocchio valgo e piede pronato.

Cosa fare in caso di gonalgia

Se la gonalgia si manifesta frequentemente allora è necessaria una visita specialistica da un ortopedico che elaborerà la terapia più adeguata per risolvere il problema. Polimedica Favino, a Roma in zona Tor Vergata e Romanina, mette a disposizione il Dott. Luca Saturnino, ortopedico, per un consulto e l’identificazione del problema e della sua soluzione.


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