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16 Novembre 2019 GinecologiaNews

Articolo tratto dal sito https://www.sorgente.com/

Henrique è un bambino portoghese di quattro anni che come tutti i suoi coetanei ama i dinosauri, le costruzioni, i supereroi e i cartoni. Lo scorso inverno il piccolo si ammalò e la diagnosi fatta presso il Dona Estefânia Pediatric Hospital di Lisbona fu subito chiara: anemia aplastica.

L’anemia aplastica è una malattia rara e grave che si verifica quando il midollo osseo del paziente non riesce a produrre abbastanza cellule del sangue, causando anemia, sanguinamento e infezioni. Il più delle volte la causa è sconosciuta. Si sospetta che l’anemia aplastica possa essere scatenata quando il corpo reagisce in modo eccessivo a un’infezione e sviluppa un attacco autoimmune al midollo osseo. Fortunatamente non è così comune: ci sono solo dai 2 ai 7 casi di anemia aplastica per milione di persone in un anno nel mondo. Ma quando, purtroppo, si sviluppa, l’unico modo per fermarla è ripristinare il sistema immunitario con un trapianto di cellule staminali.

La madre di Henrique racconta: “Quattordici anni fa, quando ero incinta del nostro primogenito Guilherme, un nostro parente ci parlò della crioconservazione delle cellule staminali del cordone. La gente stava iniziando a valutare questa possibilità in Portogallo e trovammo subito l’idea molto interessante perché la scienza si stava evolvendo così rapidamente e non avremmo mai potuto sapere cosa ci avrebbe riservato il futuro. Era come un’assicurazione sanitaria diversa” “Quando nacque Henrique, 9 anni dopo, decidemmo di salvare di nuovo le cellule staminali cordonali, non solo per motivi di uguaglianza tra i nostri figli, ma anche perché continuiamo a credere che il futuro di alcune aree della medicina possa passare attraverso i trattamenti con le cellule staminali. Entrambe le gravidanze proseguirono normalmente e senza problemi, ed entrambi i ragazzi crebbero in salute e quindi nulla ci fece prevedere la malattia di Henrique”.

Oggi Henrique è in remissione dalla grave anemia aplastica, ovvero è guarito, a seguito di un trapianto con le proprie cellule staminali del cordone ombelicale. Era la prima volta che il sangue del cordone veniva usato con un trapianto autologo per curare l’anemia aplastica in Portogallo. Il trapianto di Henrique ebbe luogo presso l’Instituto Português de Oncologia di Lisbona (IPO) il 5 aprile 2019 e, successivamente, il conteggio dei globuli bianchi del piccolo e altri parametri ematologici iniziarono a riprendersi rapidamente. Henrique è stato dimesso dall’ospedale dopo un mese dal trapianto, ma è ancora seguito da vicino dal suo team di medici all’IPO e all’ospedale pediatrico. I medici sono molto soddisfatti dell’evoluzione clinica del bambino e considerano gratificante l’esito del suo trapianto. Oggi Henrique indossa spesso una maschera in luoghi pubblici per proteggersi dai germi ambientali mentre il suo sistema immunitario si sta ricostruendo. La madre di Henrique dice: “Fortunatamente abbiamo fatto una buona scelta nel conservare le cellule staminali cordonali”.

 

 


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15 Novembre 2019 FisioterapiaNews
Pavimento pelvico: cos’è e che funzione ha?

Il pavimento pelvico è l’insieme di muscoli, legamenti e fasce che viene localizzato nell’area genitale nell’area genitale, più propriamente tra l’osso sacro (posteriormente), il pube (anteriormente) e le due ossa ischiatiche (lateralmente).

La sua funzione è quella di sostegno e supporto dei visceri contenuti nella cavità pelvica (vescica, uretra, canale vaginale, utero, retto e canale anale nella donna; vescica, uretra, prostata, retto e canale anale nell’uomo) costituendo pertanto la base della cavità addominale, ma anche quella di modulare la pressione intra-addominale e mantenere il controllo delle articolazioni del cingolo pelvico, permettendo così la giusta stabilità e rigidità del rachide durante i movimenti delle braccia e delle gambe in tute le attività della vita quotidiana.

I muscoli del pavimento pelvico sono quindi componente fondamentale del controllo posturale prepianificato e per questo motivo diventa importante considerarne lo stato di benessere e di equilibrio.

La Rieducazione Perineale o del Pavimento Pelvico si basa sulla valutazione funzionale, sulla pianificazione, sull’intervento e sulla valutazione dei risultati, sviluppati in un processo di ragionamento clinico, nella considerazione dell’impatto social che i sintomi della disfunzione hanno nella vita delle persone affette dal disturbo correlato.

SINTOMI DELLA DISFUNZIONE DEI MUSCOLI DEL PAVIMENTO PELVICO

INCONTINENZA URINARIA -> necessità frequente alla minzione, stimolo urgente a mingere non rinviabile, necessità alla minzione notturna, perdita involontaria d urina durante colpi di tosse o starnuti, nel ridere, nel fare le scale, nel piegarsi per raccogliere oggetti da terra o prendere pesi, senso di peso nella regione pubica…)

RITENZIONE URINARIA -> senso di incompleto svuotamento dopo la minzione, peso sovrapubico, flusso rallentato o intermittente e con spinta)

INCONTINENZA FECALE -> urgenza fecale e perdita involontaria di feci

INCONTINENZA AI GAS

STIPSI -> evacuazione rara, non preceduta da stimolo spontaneo oppure non soddisfacente, poco produttiva, con senso di difficoltosa espulsione ed eccessiva spinta (ponzamento) fino alla necessità di effettuare digitazione

SINDROME DEL DOLORE PELVICO E DOLORE PELVICO CRONICO -> anche descritto come bruciore o discomfort correlato alla funzione urinaria, fecale o sessuale

PROLASSO DEGLI ORGANI PELVICI

Come si svolge una seduta di chinesiterapia pelvi-perineale

Si comincia con la raccolta dei dati ANAMNESTICI specifici per il SINTOMO riportato da paziente (ad esempio la perdita di urina durante colpi di tosse), dei dati correlati a funzione e disfunzioni del pavimento pelvico e di dati generali (età, peso, lavoro, attività fisica o sportiva, comorbilità e farmaci assunti, interventi chirurgici subiti, etc.) prendendo atto degli eventuali esami diagnostici proposti dal medico prescrittore, ginecologo, urologo, proctologo).

Si passa, quindi, all’ESAME OBIETTIVO con la valutazione dell’attività muscolare propria del pavimento pelvico, attraverso richieste specifiche per valutare la forza, l’endurance, l’attività riflessa e la sensibilità. Se e quando necessario viene richiesta la compilazione di diari cartacei o l’esecuzione di brevi test.

Viene, dunque, proposto il lavoro mirato alla presa di coscienza dell’area uro-genito-anale e l’esercizio terapeutico svolto in posizioni dapprima facilitanti, per acquisire la contrazione selettiva e mirata, in seguito all’interno di gestualità e situazioni analoghe a quelle della vita quotidiana in cui si presenta il sintomo.

Le sedute hanno frequenza mono settimanale (almeno un ciclo di 6/8 sedute) in quanto ogni esercizio somministrato dovrà essere ripetuto a casa quotidianamente secondo modalità e posologia convenute in seduta.

Nell’ambito delle sedute vengono valutati inoltre gli elementi biomeccanici e muscolari che possono perturbare sia la statica pelvica che la stessa funzione “puramente contenitiva” del pavimento pelvico, in modo da pianificare esercizi mirati al rinforzo dei muscoli deficitari e allo stretching di quelli ipertonici.

 


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12 Novembre 2019 FisioterapiaNews
Riabilitazione del distretto Testa-Collo

La riabilitazione del distretto Testa-Collo si rivolge a tutti coloro che soffrono di problematiche al distretto testa-faccia-collo, sia in fase acuta o post chirurgica che in fase cronica, e prevede la presa in carico del paziente da parte di un team multi disciplinare animato da un fine comune, ovvero trovare la migliore soluzione che metta fine alla problematica in essere.

Il team riabilitativo: come lavora e da chi è composto?

Il nostro team è composto da figure sanitarie altamente specializzate come:

  • Medici Fisiatri
  • Otorinolaringoiatri
  • Logopedisti
  • Fisioterapisti
  • Psicologi
  • Osteopati
  • Ortottisti

che, in collaborazione con Odontoiatri e Chirurghi Maxillo-Facciali, realizzano un Progetto Riabilitativo comune, condiviso con il paziente, accompagnandolo nel recupero della funzione.
I componenti del team riabilitativo sono a conoscenza delle competenze di ogni figura coinvolta nel processo, che prevede una condivisione di informazioni, obiettivi e terapie.

Quali patologie sono interessate?

    ▻ Mal di testa di origine cervicale/muscolo-tensivo: tensione e dolore al collo e al capo

    ▻ Alterazioni dell’articolazione verbale fonatoria: distorsione dei suoni /s/, /z/, /r/

    ▻ Articolazione temporo-mandibolare (ATM): tensione e/o dolore alla bocca durante la masticazione o al risveglio,
        rumore (click!) vicino l’orecchio quando parli, sbadigli o mastichi

    ▻ Apnee notturne e Russamento (Sindrome – OSAS)

    ▻ Colpo di frusta: tensione al collo, alla testa, alle braccia

    ▻ Deglutizione atipica: problemi nel deglutire

    ▻ Frenulo linguale: valutazione e trattamento

    ▻ Nevralgia del trigemino: dolore lancinante sulla fronte e occhio, mandibola, guancia e denti

    ▻ Mal occlusione

    ▻ Paralisi del nervo facciale (paralisi di Bell)

    ▻ Post-operatorio: Neurinoma acustico, protesi ATM, traumi facciali, asportazione ghiandola parotide ed altra
chirurgia cervicale.

    ▻ Respirazione Orale: tendenza a respirare sempre o quasi sempre con la bocca, nonostante le vie nasali
siano libere

    ▻ Trattamento di cicatrici post chirurgiche

    ▻ Vizi Orali: svezzamento dal ciuccio, biberon, suzione del dito/mano/oggetti

Quali strumenti utilizziamo?

     ✔ Diagnosi medica: Medico Fisiatra, Otorinolaringoiatra, Odontoiatra e Chirurgo Maxillo-Facciale
     ✔ Processo valutativo-riabilitativo: Terapia miofunzionale logopedica, terapia manuale fisioterapica ed osteopatica,
esercizi terapeutici, terapie strumentali (Laser, TENS, Ionoforesi, TECAR, Crio-ultrasuono)
     ✔ Valutazione e consulenza Psicologica

 

Testo a cura del Dott. Andrea Ianni, fisioterapista


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28 Ottobre 2019 FisioterapiaNews
Abbonamento Vivi Sano

L’Abbonamento Vivi sano è una special card che ti permette di beneficiare di 10 sedute di trattamenti fisioterapici* tutti i giorni dalle ore 8:00 alle ore 14:00 al costo complessivo di 350 euro.

Ha una validità di 90 giorni.

*sono escluse terapie manuali complesse e trattamenti ad onde d’urto

Per avere maggiori informazioni e per prenotare una consulenza gratuita chiamaci ora al numero 06 87608001 oppure utilizza il nostro calendario

ATTENZIONE: servizio non trovato. Si prega di controllare la sintassi dello shortcode e di assicurarsi che almeno uno dei servizi specificati sia attivo.

 


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19 Settembre 2019 FisioterapiaNews
Tecarterapia: cos’è?

La Tecarterapia è un trattamento elettromedicale che permette un più veloce recupero da traumi e patologie infiammatorie dell’apparato muscolo-scheletrico.

La Tecar prevede l’utilizzo di un dispositivo molto particolare, basato sul principio fisico del condensatore e capace di generare calore all’interno dell’area anatomica da curare. Può lavorare in due modalità:

  • modalità capacità -> adatta alla cura dei problemi ai tessuti molli
  • modalità resistiva -> indicata per il trattamento dei disturbi ossei, articolari, cartilaginei ecc.

Efficace nel suo intento terapeutico, la seduta di tecarterapia può durare dai 20 ai 30 minuti. Sulla durata incidono fattori quali: l’area anatomica di trattamento, la modalità di utilizzo dello strumento e la patologia da curare.

Per quali patologie viene usata?

La Tecarterapia viene impiegata nel recupero da infortuni, nel trattamento di patologie muscolari e osteoarticolari e nei programmi riabilitativi post-operatori.

Le patologie più comuni sono:

  • muscolari (contratture, stiramenti o strappi, contusione, edema)
  • del gomito (epicondilite, epitrocleite)
  • del polso e della mano (tendiniti)
  • della spalla (tendiniti, tendinopatie)
  • della colonna (lombalgie, dorsalgie, cervicalgie)
  • del ginocchio (gonartrosi)
  • della caviglia e del piede (fascite plantare, tendinite, distorsioni)
Dopo quanto tempo fa effetto questa terapia?

In linea generale, gli effetti della Tecarterapia si riscontrano dopo un ciclo di 5-10 sedute ravvicinate nel tempo (2 o 3 volte a settimana).
Diversi studi clinici hanno dimostrato che è molto efficace: si riescono ad accorciare i tempi di guarigione di patologie traumatiche, muscolari od osteoarticolari sia acute che croniche.

 


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16 Settembre 2019 GinecologiaNews
Staminali cordonali: la “vittoria” di Ashton

“Questa è la storia di un piccolo “guerriero”, così come lo chiamano i suoi genitori e di una grande “vittoria”, quella della scienza, aggiungiamo noi di Sorgente. Ashton è infatti un bambino che a sole sei settimane fu colpito da una forte paralisi cerebrale. Il suo livello di ossigeno passò dal 100% allo 0%. I suoi genitori, Alisa e Mayo, temevano che non sarebbe più riuscito a camminare o a stare in equilibrio. La coppia però, prima che nascesse, aveva crioconservato privatamente le sue cellule staminali cordonali e così, qualche anno dopo, decisero di procedere all’infusione delle staminali, spinti anche dai risultati positivi che si stanno registrando per il trattamento della paralisi cerebrale. La coppia ha crioconservato le cellule staminali cordonali del figlio con ViaCord, società americana di crioconservazione che ha raccolto un’emozionante video-testimonianza della famiglia con i progressi del piccolo Ashton.”

Questa è la storia di una famiglia, di papà Mayo e mamma Alisa e dei loro due figli, Preston e Ashton.

“Non siamo scienziati, dottori o ricercatori. Siamo semplicemente i genitori di Ashton e Preston. Prima che il mio secondogenito Ashton nascesse, abbiamo crioconservato privatamente il sangue del cordone ombelicale sperando di non averne mai bisogno, ma non è andata così. Questo è il viaggio della nostra famiglia”.

Il piccolo Ashton è arrivato subito dopo il fratello Preston. Mayo e Alisa erano stati per tre anni in un centro di fertilità assistita prima di concepire il primogenito. Ashton invece arrivò subito, con parto naturale.

Mayo: “Non sapevo come mi sarei sentito perché era stato così difficile avere il primo figlio e adesso finalmente ne avevamo due, una situazione davvero insperabile! Ashton è nato di parto naturale ed era tutto normale fin quando, ad appena sei settimane, si è sentito male e siamo corsi all’ospedale. Il suo livello di ossigeno è sceso dal 100% allo 0%. Ero completamente sotto shock, non sapevo cosa fare, cosa pensare”.  I dottori fecero di tutto per salvare la vita al piccolo Ashton e il suo cuore riprese a battere ma, purtroppo, quella carenza di ossigeno al cervello gli causò una paralisi cerebrale.

Mayo: “Continuavo a chiedermi come fosse potuto accadere a mio figlio. Non credevamo neanche che Ashton potesse un giorno camminare o essere sufficientemente forte per stare in equilibrio”.

Cinque anni dopo, Alisa, dopo essersi informata sugli esiti positivi del trattamento con cellule staminali sulla paralisi cerebrale, prese l’iniziativa: “Proviamoci anche noi!”

Alisa e Mayo decisero così di andare avanti e di procedere con l’infusione delle cellule staminali su Ashton, eseguita nel tallone per endovena.

Mayo: “Cinque mesi dopo l’infusione abbiamo osservato che Ashton riguadagnava tonicità e equilibrio. Poi abbiamo notato un miglioramento cognitivo dimostrando di sapere dire cosa volesse e di cosa avesse bisogno. Siamo andati a parlare con il suo insegnante per capire se aveva dato segni di miglioramento scolastici e lui ha confermato che tutto andava bene e che Ashton a scuola provava a camminare ogni giorno.”

Alisa: “Ashton ha iniziato a camminare e a stare in equilibrio

Mayo: “Si adatta a superare la sua disabilità e questo è ciò che lo rende un guerriero. Non c’è nulla che non possa provare o fare”

Incredibile la capacità e la determinazione nel riuscire nello sport: giocherà a basket con il fratello, andrà in bici e senza nessuna sedia a rotelle! Gli piace anche nuotare!

Alisa: “Mio figlio è il mio eroe. Penso che quello che abbiamo fatto per Ashton con la conservazione delle staminali sia stata la cosa migliore per nostro figlio, per vederlo realizzare tutto ciò che sta facendo ora e attribuisco questi progressi alle sue cellule staminali. Penso che tutti dovrebbero riflettere sulla possibilità di conservarle privatamente.

Se tutto ciò ha aiutato mio figlio, potrebbe aiutare tanti altri bambini”

La famiglia Smith ha conservato le cellule staminali cordonali con ViaCord, società americana di crioconservazione privata. Nel video che segue, la testimonianza della famiglia di Ashton e i sorprendenti miglioramenti del bambino dopo l’infusione delle sue cellule staminali.

 

 

Articolo preso dal sito https://www.sorgente.com/


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16 Settembre 2019 News
Percorso di accompagnamento alla nascita

Il corso di accompagnamento alla nascita è un percorso pensato appositamente per le future mamme a partire dalla 25/26esima settimana di gravidanza.

Si svolge in un incontro settimanale di un’ora e mezza per un totale di 7 incontri.

In cosa consiste?

Ogni incontro comprende una prima parte dedicata alle informazioni, scambi di idee e vissuti sui vari temi che riguardano la gravidanza.
La seconda parte è dedicata al lavoro sul proprio corpo con esercizi specifici per sentirsi sicure, agili e piene di energia per una preparazione adatta a tutte e per aiutare a riscoprire la naturale gamma di movimenti che il nostro corpo ci mette a disposizione.


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16 Settembre 2019 News
Cardiotocografia (monitoraggio fetale)

La cardiotocografia consente di monitorare la frequenza cardiaca fetale e le contrazioni uterine. Indaga il benessere del feto attraverso lo studio del battito cardiaco, rileva l’andamento e la frequenza delle contrazioni uterine e la presenza di movimenti fetali.

La cardiotocografia è una tecnica completamente indolore e priva di rischi, sia per la mamma che per il feto; la durata media è di minimo 20 minuti.

Quando si esegue?

La cardiotocografia generalmente si esegue nell’ultimo trimestre di gravidanza.

Le relazioni tra frequenza cardiaca fetale e contrazioni uterine permettono di trarre importanti informazioni riguardo lo stato di benessere fetale. Si esegue tra la 37esima e la 40esima settimana.


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16 Settembre 2019 News
Consulente allattamento

La Dott.ssa Arianna Forti, ostetrica, offre una consulenza ostetrica in allattamento secondo l’OMS (organizzazione mondiale della sanità) a promozione e sostegno dell’allattamento al seno, con osservazione della poppata e consigli pratici per la prevenzione dei disturbi quali ingorgo mammario e mastite.

Gli incontri sono volti a favorire la nutrizione con latte materno in neonato con patologie e di basso peso alla nascita.


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1 Luglio 2019 FisioterapiaNews
Onde d’urto radiali
Le onde d’urto sono delle onde acustiche che apportano grande quantità di energia nei tessuti, irradiandosi nel corpo fino al raggiungimento della zona dolente. Provocano un veloce sbalzo di pressione, con grande ampiezza e piccola periodicità. L’energia trasferita al tessuto è molto maggiore rispetto all’energia generata dagli ultrasuoni.
La reazione del corpo alle onde d’urto che lo attraversano è caratterizzata dall’aumento dell’attività metabolica relativa alla zona trattata e dalla riduzione dell’infiammazione causata da un’azione analgesica, provocata a sua volta dalla liberazione locale di endorfine. In questo modo il processo di guarigione viene stimolato e velocizzato.
La terapia con Onde d’urto radiali fa sì che l’energia si propaghi in maniera radiale a seconda del tipo di trasmettitore che si utilizza; questo trattamento non è perciò particolarmente doloroso ed è più facile raggiungere la zona precisa da trattare.

 

Quali patologie possono essere trattate?

Le onde d’urto radiali sono indicate nel trattamento delle calcificazioni dei tessuti molli e delle tendinopatie:

  • epicondilite
  • tendinite rotulea
  • priartrite scapolo-omerale
  • fascite plantare
  • tendinite achillea

 


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